Ogni tanto brucia una città nel mondo. O forse il mondo sta bruciando asfissiato da se stesso, non l’ho ancora capito (e spero di non capirlo mai) Ve la ricordate la canzonetta? Bruci la città, si chiamava. Era quasi un malaugurio. E qualcuno avrà fatto i debiti scongiuri. Ma non son serviti a niente. Le città han cominciato a bruciare lo stesso, incendiate dalle disgrazie della gente. Anni fa era successo a Parigi, c’avevo scritto anche un post (a proposito, ma davvero leggete le cacchiate che scrivo?) , poi la Grecia, i paesi arabi, e Londra. Sabato è toccata a Roma, c’era la manifestazione degli Indignati. Una manifestazione indetta per protestare contro le scelte “finanziaristiche” che gli Stati del Mondo stanno mettendo in atto, penalizzando il sociale. Il cosiddetto sociale. Già, perché per finanziare le banche, che hanno guadagnato un boato di proventi, mandando in giro scommesse sulla gente che non pagava i mutui e sui default degli stati nazionali, s’è dovuto tagliare tutto ciò che consente l’essenziale sopravvivenza delle persone. Ed è stato un processo lento, un’erosione progressiva che ha consentito a un gruppo di economisti schizofrenici di evolvere il loro assurdo Risiko finanziario, svilendo così le possibilità di crescita dell’economia di tutti i giorni; quella del benzinaro, del barista, del fornaio e del macellaio. E quella stessa gente di tutti i giorni prima o poi s’incazza. E brucia la città. Ma non è questo il problema. Il problema nasce sabato, con la manifestazione degli Indignati a Roma, e nell’atipicità, se vogliamo chiamarla così, di quello che poi è accaduto. Era stata organizzata una manifestazione oceanica, organizzata in tutto il mondo da gente veramente indignata per quel continuo menefreghismo costantemente perpetuato dagli Stati industrializzati. Che continuano a considerare quella stessa gente che li fa mangiare alla grande, come dei contratti da stipulare a basso costo, e non degli esseri umani che vorrebbero pagare il mutuo e mandare i loro figli a scuola, e magari senza rinunciare ad una pizza settimanale, che farebbe lavorare camerieri cuochi e sciacquapiatti. È la società dei consumi che funziona così, se mi avanza qualche euro compro anche una cazzata. Se non ce li ho, s’attaccano molte persone che lavorano. È un effetto domino che coinvolge tutti, in tutto il mondo, ormai siamo attaccati da un’inscindibile catena. E però questa catena adesso si sta spezzando. E la gente lo sa e scende in piazza. Pianta Sky, in videogiochi, la TV con i suoi balletti e i telefonini inventati da Steve Jobs. E mandano affan’culo tutto, anche una politica che non li rappresenta più, che pensa più alle banche che a loro. Si creano nuovi movimenti, aggregazioni, spinti dalla forza compulsiva dei Social Network. Come il caso degli Indignati. Sabato c’era una sacco di gente sulle piazze del mondo, in Italia era la prima volta. A New York invece ci stanno da un po’ di giorni. E in tutto il mondo queste manifestazioni si sono svolte rigorosamente con modalità non-violente, in linea col vivere civile, perché gli Indignati non vogliono bruciare niente e nessuno, vogliono semplicemente essere ascoltati. A Roma non è stato così. Nel 2001 a Genova c’era un movimento ben consolidato, i No-Global, con idee chiare e con alternative a modelli appunto globali che non favoriscono la crescita dei popoli, ma li sfruttano tanto. Modelli di progresso e di inversione di tendenza . Ma soprattutto in controtendenza ad una sinistra italiana, insipida e assente, che non si rinnova ascoltando la voce di chi vuole progredire, così da rimpolpare le propria matrice ideologica, ma bensì dileggia queste nuova forme di aggregazione al limite del disprezzo, facendo passare un movimento alternativo per una massa di sbandati senza il classico capo e coda. Nel duemilaeuno c’erano anche le famiglie a Genova. Il primo giorno sembrava un’allegra scampagnata, gente che cantava, che ballava per strada, che credeva che quella fosse un’occasione per far capire ai, come si chiamano, Grandi del mondo, che si poteva e si doveva cambiare, e che soprattutto le masse sono numerose. Ma poi qualcosa è cambiato, un fuoco reazionario e poco ribelle direi, s’è acceso incendiando tutta Genova, coinvolgendo quelle famiglie, quei ragazzi speranzosi, inglobandoli in un massacro sommario e inusitato. Un gruppo di pseudo anarchici, denominati Black Block, hanno messo a fuoco una città, hanno mandato in frantumi le vetrine dei negozi, hanno incendiato macchine e cassonetti della monnezza, hanno bruciato le speranze dei No-Global. E poi ci scappò anche il morto. E ci furono le rappresaglie inevitabili di guardie implacabili, sospinte da ordini ignoti da parte di meno ignoti capetti. E la forza dei movimenti si dissolese. Sabato non c’è scappato il morto per il classico buco di culo, ma è successa la stessa cosa. Una città bruciata da gruppi vestiti di nero numerosi e ben organizzati che si denominano anarchici, ma che di Bakunin pensano sia un giocatore di calcio che proviene dall’Est. E guarda caso, come nel 2001, non c’era neanche un’insegna di partito appresso ai cortei, tranne sparute delegazioni di SEL e Rifondazione. Come se quelle persone parlassero al vento. Perfino un capitalista come Draghi riconosce la legittimità di quei movimenti. Ma la vita è strana. Sarebbe stata un’occasione per camminare accanto alla gente, di buttarsi dietro le spalle un passato fatto di Ulivi risecchiti e di ambigui Partiti Democratici. Occasione buttata. Si vede che fa comodo a tutti. Di fatto che questa brace di ideali è stata bruciata in poche ore, da un esercito di teste di minchia nera, che hanno fatto si che i movimenti fossero annoverati alla loro stessa risma. Perché non si capisce come facciano 800 persone ad organizzarsi in maniera così peculiare, scappando all’ intercettazione d’un apparato statale, pagato per fare queste cose. Tant’è vero che nel resto del mondo questo non è successo. Ho letto un’intervista rilasciata da una di queste teste di minchia nera, che ha dichiarato di essersi addestrato in Grecia per la guerriglia urbana. Ebbene nessun servizio segreto del cazzo non ha intercettato questa cosa qui? Siamo sempre lì, o c’è malafede o incompetenza. Oppure tutti e due. Un altro di questi cazzi neri invece avrebbe detto “…..sono uno senza bandiera…l’Europa fallirà, la Grecia è fallita, anche l’Italia fallirà e a me non rimarrà nulla tanto vale distruggere tutto”. Di chi sono figli questi ragazzi neri (oltre d’una vecchia mignotta)? Il Movimento degli Indignati non la pensa così, e questa volta non finirà, non deve finire. Ci sono ragazzi che vogliono e devono costruire. Solo che devono combattere contro due fronti, la società bancario borghese e perbenista di destre e di sinistra. E le teste nere e di minchia. E chi li manipola. Perché non è tutta farina del loro classico sacco. Brucia la città. O meglio la fanno bruciare.


GRAZIE 1000 CARO MORISSON ! SEI GRANDE ! COLGO L'OCCASSIONE X AUGURARTI UNA BUONA SERATA ! MI DISPIACE X L'ALLAGAMENTO A ROMA , SPERO CHE TU STAI ...LONTANO ...DA QUESTA ...TRISTEZZA ... BUONANOTTE
Scritto da: GIOIA | 10/20/2011 a 21:22