Hanno fischiato a Zio Baffino, poverino poverino! Ma andiamo con ordine. Stanotte mi aggiravo dalle parti di FaceBook, come sempre mi capita quando non riesco a dormire. Ma come viene un vero sonno? questa però è un’altra storia che racconterò in un’altra circostanza. Comunque uno scambio di idee mi ha dato lo spunto per scrivere questo post. Anche per esprimere un pensiero maggiormente articolato, rispetto al telegrafico che ti impone l’esposizione di FB. Ma veniamo al dunque. Zio Baffino s’era recato in quel di Genova, per partecipare alla festa del PD, ed il suo popolo, non gli accoliti di mister Br, si son permessi di fischiarlo. Il succitato ha molti ammiratori e fans, evidentemente a qualcuno ancora suscita interesse un personaggio di questo genere. Nulla da eccepire, a ciascuno il suo. Se non fosse che lui, come tanti altri politici, ultimamente son più soliti a fare gli ospiti delle trasmissioni televisive, piuttosto che comportarsi in conformità al mandato che qualcuno gli ha democraticamente e in buona fede conferito. Che poi, ormai, questo mandato sembra sia diventato più un posto fisso, piuttosto che un “esercizio etico”. Una sorta di impiegati pubblici con uno stipendio esponenziale. Ma la politica non è né un ministero o né una banca, dove più o meno si fanno le stesse cose e di routine. La politica è una materia in continua evoluzione, perché va di pari passo con la storia. E la storia per crescere ha bisogno di nuovo. Un uomo politico dovrebbe carpire tutto questo, e dovrebbe sviluppare un discorso e imprimere dinamiche sempre nuove, appresso ai bisogni ed alle speranze di chi lo elegge. Sono belle parole queste, ne sono ben conscio, ma gli uomini politici nostrani corrono da una parte diametralmente opposta rispetto a questo sia pur utopico schema. Per questi la pratica politica comporta solamente una marea di privilegi. E anche per Zio Baffino (guarda appartamento dell’INPS). Non è certo un buon motivo per fischiarlo, qualcuno mi ha fatto osservare, e a ragione, siamo (dovremmo essere) in un contesto democratico, e c’è la discussione. Sta di fatto che sono decenni che questi loschi figuri imperversano negli scenari della cosiddetta politica Nazionale, e ne han fatte e continuano a farne. Dopo Tangentopoli la gente ha cercato il cosiddetto nuovo e perciò per una buona porzione della nostra ultima storia questo è stato rappresentato da quel tipo che conosciamo tutti, e che non nomino ulteriormente per una questione di buon gusto. Il nuovo che c’ha proiettato in faccia quello lì ha sviluppato utta una serie di comportamenti e atteggiamenti, diciamo così, fatti di prevaricazioni spettacolari. Il canone principale per “quantificare” il valore d’un essere umano, sempre con l’avvento di quello lì, è divenuto l’immagine di ricchezza e perciò la capacità di consumo. Un po’ anche favorito da tutte quelle cacate televisive che mostrano autentici stracciaroli (con tutto rispetto per la categoria) tramutati da personaggi importanti, che con un italiano un po’ “arzigogolato” diciamo così, han rilasciato e continuano a rilasciare interviste da macchine di lusso o a bordo piscina. La rivolta dei mediocri insomma. E allora via, tutti a comprarsi scarpe costose, SUV, a sposarsi al Castello Odescalchi, a pomparsi zinne e labbra, e a fare le vacanze in Sardegna, facendo una marea di buffi, e per chi ha potuto, evadendo tasse a go-go. Ma non gli si possono attribuire tante colpe a questi qui. Si è vero, che nella maggior parte non hanno avuto le palle per poter concepire un differente nuovo, ma purtroppo questo requisito non fa parte della storia e delle tradizioni di questo Paese, tranne per brevi periodi. Ma è altrettanto vero che questi sono state anche vittime delle circostanze, d’altro canto che di noi non s’è mai guardato un programma su Canale 5 o Italia 1? Il problema di tutto ciò, è che non c’è stata opposizione a questa deriva di becera ignoranza, non c’è stata una sinistra che abbia detto “guardate che questo qui vi sta inculando, e invece di guardarvi quei coglioni di tronisti, leggetevi un buon libro” . E men che mai l’ha fatto Zio Baffino. Anzi lui e suoi finti sinistroidi, spesso e volentieri gli son andati appresso, imitandone lo stile, e come s’è visto anche il malaffare. Alla fine si son risparmiati giusto le puttane. Il risultato è che la politica, a mano a mano che i SUV aumentavano sulle strade, s’è sempre di più allontanata dal sociale e dai veri problemi delle cosiddette masse, e destra e sinistra sono diventate due facce della stessa medaglia. Ecco perché adesso li fischiano “Non sarebbe mai venuta la fine, finché la paura si sarebbe tramutata in furore” diceva John Steimbeck . Può essere giusto o sbagliato, ma questo è il vento e siamo tutti obbligati a cambiare. Questi qui non ce li possiamo assolutamente più permettere, c’è una depressione economica in atto che in Italia parte da lontano, e parte da loro. E poi ci sarà un nuovo decente (che non sia il sindaco Renzi, naturalmente)! Ci deve essere per forza.


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