L’esito delle ultime elezioni Amministrative e dei quattro referendum, un papier di schede colorate tutte da crocettare, hanno sancito (o dovrebbero aver….) una cosa molto importante: che la gente è ancora capace di decidere una cosa diversa dal guardare il “Grande Fratello”, il delitto del giorno, una partita di calcio truccata, o le cazzate che si dicono nel salotto bianco di olio Vespa, mentre fuori infuria la bufera per le strade, e ammazzano un sacco di poveracci durante i vari bombardamenti umanitari. E questa è un’assoluta novità. Per anni siamo stati anestetizzati dalla malia deculturizzante dei poteri omologanti, sia di destra che di sinistra, a dire il vero. Poteri che c’hanno fin troppo fatto credere che gli asini volassero, che BrBr togliesse la mondezza da Napoli, che la Santadechè c’avesse la faccia sua, e quant’altro. Tutte queste cose hanno fatto pensare, per un po’, che il cervello della gente fosse solo un evento opzionale. Poi, poi……poi è arrivata quella cosa lì, la comunicazione mediatica. La Rete, i cosiddetti “social network” Facebook, Tweeter, Blog e quant’altro. Spazi telematici non controllati, agorà virtuali di comunicazione, dove uno dice, dice, dice, dice tutto quello che vuole, anche cazzo, culo e fregna pelosa, se gli va. Magari neanche ti guardi in faccia, perché la scrittura non ha faccia, ma questo è un dettaglio. Già che si sia recuperato un certo tipo di dialogo è sempre meglio che star piantati davanti alla faccia da cazzo di Fido&Fede o di Olio Vespa. Sembra che le persone si stiano scrollando quella serena rassegnazione, quella dei “che ce voji fa” e dei “tanto ormai”, con la quale per fin troppo tempo ha affrontato la propria incolore quotidianità. Per anni, scardinato il ruolo dei partiti, si è tanto conclamata la fine della politica, e quello che accadeva si pensava fosse frutto d’un destino ineluttabile, di qualcosa che stava lì e che non si poteva spostare, come un pesante masso caduto davanti all’entrata della nostra grigia ed angusta caverna. Si dice che le masse si siano riprese la democrazia, la facoltà di poter scegliere secondo i propri criteri, e non dettati dalla parossistica scansione degli spot pubblicitari. “Il vento che cambia” qualcuno ha detto (speriamo che non sia un fragoroso peto). Vero è che qualcuno si sta rendendo conto d’essere stato inculato. E perciò da questo nuovo vento si andrebbe sviluppando un nuovo modo di pensare, di comunicare, di comportarsi nei confronti delle istituzioni. Tutto nuovo insomma, come una splendente piccola SMART del valore di EUR 15.000,00 chiavi in mano. Declinare un nuovo modo di far politica. Spulciando la storia non tanto lontana, possiamo risalire a quel maledettissimo G8 di Genova. Anche lì s’era approntato un nuovo modo di far politica, il Social Forum. Questo era un movimento promosso dalla gente comune, al quale partecipavano intellettuali e menti eminenti della cosiddetta società civile. Sappiamo come andata a finire, Agnoletto al Parlamento Europeo, qualche mente eminente promossa a chissachecosa, e il resto manganellato nelle strade. E nessuna indignazione, se non sporadica, da parte delle forze di centro&sinistra. Giorni fa leggevo che il nuovo sindaco Pisa-e-pia, s’era messo d’accordo col Prrresidente della Regione, Camicetta, e con la Moglie del Fratello del Presidente dell’Inter, per pianificare il progetto della EXPO a Milano. Praticamente rispetto a prima non sarebbe cambiato niente, alla faccia di quell’architetto che voleva farci un orto botanico mondiale. Perciò cementificazione a go-go. Cerchiamo di non prenderci per il culo. Anche se ritengo che il voto di domenica scorsa, non sia stato esclusivamente di carattere politico, o quantomeno dettato dalla partitocrazia. Laddove,tra l’altro, per scalzare Quello Là, non si può assolutamente pensare che bastino una massa di incazzati che hanno votato di volere l’acqua regolarmente scorrere nei loro rubinetti, di non farsi schioppare una bomba atomica sotto il culo, e di voler far processare qualche ministro troppo ladrone. Eppoi, sempre Quello Là, non ha bisogno di troppe spallate per cadere, visto i tanti emuli di Bruto che gli girano attorno. Ma non possiamo aspettare la puzza del morto. L’antiberlusconismo è stato un sport nel quale si son prodigati molti uomini della sinistra per poter coprire le loro cacate. E’ facile andare contro. Il problema nasce quando si vuol trovare un’alternativa. Non sono un cosiddetto grillino. Ritengo Peppe-er-Grillo essere un personaggio grossolano, provocatore e privo di cultura, e la politica è cultura. Ma una cosa l’ha detta. Che il sistema ha captato il vento che soffia e l’ha imprigionato, propinando alla gente volti nuovi e sinistroidi. Ma quando su Facebook leggo i moltissimi commenti, non scorgo tanta voglia di sistema. Perché il sistema esiste. Sennò il centrosinistra in tanti anni non avrebbe mai consentito tutte la merdate che ha fatto Quello Là. E allora se veramente si vuol far del nuovo, bisognerà scrollarsi di dosso tutta quella melma di sistema da che da 150 anni ci portiamo addosso. Siamo un paese antico e anacronistico. Perciò dobbiamo riprenderci le nostre cose, non solo l’acqua. A costo di farci rimanganellare un’altra volta……..


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