Vabbè mo’i tecnici. Sono un par de’ mesi che abbiamo esautorato quelli di prima, e ci siamo accollati i tecnocrati. Finalmente i tanti agognati tecnocrati. Monte Grigio è un emerito…. personaggio di altissimo profilo, per così dire, ex Commissario Europeo che ha fatto cacare sotto aziende e stati, per il suo rigore e stretta osservanza delle regole (?). Certo è vero, quelli di prima avevano talmente mortificato il paese fino a stremarlo, e quelli di ancora prima non è che fossero esattamente passati alla storia. La cronica incapacità ideologica, sociale e culturale, destinata inevitabilmente a degenerare dopo l’evento Tangentopoli, ha fatto si che oggi ci dobbiamo ciucciare una dittatura tecnocratica e neoliberista, fatta di banchieri e pseudo professori, ed avallata dal Presidente Repubblica (bella la storia dei comunisti col neoliberismo!). Dopo quel succitato evento, che fece crollare i muri scrostati d’una partitocrazie che ormai ristagnava le propria macerie, gli stessi partiti piuttosto che edificare nuovi muri han preferito ridipingere le macerie. E la politica si è fatta feticcio, e nel frattempo sono sorti nuovi partiti, che oggi si chiamano Spread, S&P, Btp, Credit default Swap, che non si occupano di politica, ma di soldi. Fatto sta che in virtù di questa grande stortura, tutto il cosiddetto Gotha finanziario, militare e dell’alta massoneria (gruppo Bildesberg) si è insediato a promulgare leggi più o meno impopolari, mandando la gente in pensione alle calende greche, aumentando IVA, reinserendo un’ICI supermaggiorata, aumentando il carburante e precarizzando tassinari, giornalai e benzinari. E cercando di “liberalizzare” tutto il liberalizzabile, anche i vespasiani, che vorrebbero cedere ad una multinazionale che vende preservativi (vecchio retaggio di BungaBunga’s, si scopa dentro il cesso). Sono anni che assistiamo ad un metodico e sistematico sfaldamento di pezzi di Stato, Telecom, Alitalia, Finmeccanica, Eni, tutte cose che si potevano gestire in modo più proficuo, senza far fare cassa ai soliti noti. Perché per gli ignoti c’è sempre tempo, tranne qualche plateale caccia ai SUV in quel di Cortina e in qualche negozio scalcinato. Bisogna anche dire che tutto il sistema di corruttela perpetuato in tanti e troppi anni c’ha messo del suo, e adesso è un grumo di nodi che sta arrivando al famigerato pettine ed esprime tutto il suo effetto nefasto con i cosiddetti mercati, non solo con l’aumento degli asparagi e dei carciofi, anche col divaricamento dei valori dei vari già citati spread sparsi qua e là, tra le pieghe dei vari ambienti speculativi. I mercati, i cosiddetti mercati. Tutto si è trasformato in mercato e nessuno se ne stava accorgendo. Presi dalle cacate e dalle barzellette di Quello Là, e convinti che comprarsi un SUV e IPod fosse il massimo della vita, guardavamo lo spettacolo Italia davanti al megaschermo (magari comprato a basso costo facendo a botte davanti a TRONY) di SKY e Canale 5. Invece andavamo sempre più a fondo, laddove già partivamo un pezzo avanti, senza capire che nel frattempo si globalizzava anche la tavoletta del cesso di casa e quando si tirava lo sciacquone lo sentivano anche i vicini. Eppure si continuava a scacacciare, ad evacuare miliardi e miliardi di euro senza sosta, sistematicamente. Non c’è stato giorno dove sui giornali non si parlasse di scandali e ruberie d’ogni tipo, perpetuati da le più alte cariche dello Stato. E nel frattempo chiudevano ospedali, tribunali, e i trasporti locali rimanevano senza mezzi di trasporto. Una debacle sistematica. Tanto gli italiani sono un popolo strano, fanno a cazzotti per comprarsi un’IPod ma se gli aumentano la benzina dicono che voji fa. E tutti i politici se ne sono approfittati di questa secolare costumanza, finché non si è sfiorato il default. Laddove il default di testa era generalizzato s’è fatto incombente quello finanziario, e allora s’è dati il paese in mano a questi eminenti professori. Che non c’hanno niente da perdere, dato che non devono essere rieletti (tranne che il Passero con la Passera, visto che ha rinunciato ai 6 milioni che gli erogava la sua banca), perciò possono promulgare le leggi che vogliono, smantellando Welfare, mondo del lavoro e vita sociale. Già perché se liberalizzano gli orari dei negozi e quelli delle banche, le famiglie o mangiano di notte o divorziano. Se c’avranno i soldi per fare l’uno o l’altro, visto che comunque saranno precari. S’è parlato di ricrescita, riforme, equità, ma questa è una dittatura tecnocratica dalla quale non se ne uscirà fuori. In nome del mercato venderà servizi pubblici alle multinazionali, ospedali, acqua, elettricità, trasporti, tutto. Multinazionali che sfrutteranno fino a 70 anni quelli che ci lavoreranno. E intanto i politici non sanno neanche con quale legge elettorale farsi rieleggere, ammesso che ci sarà qualcuno che avrà voglia di andarli a votare, visto che tanto gli stipendi non glieli abbasseranno. Grazie politici, grazie tanto e andate affan’culo

